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Alla scoperta dell’Habanero chocolate

Alla scoperta dell’Habanero chocolate

L’Habanero è conosciuto scientificamente come Capsicum chinense, un nome che porta con sé una piccantezza tra le più elevate della scala Scoville: il frutto, dalla caratteristica forma a lanterna, presenta infatti concentrazioni di capsaicina da tenere ben presenti nel momento in cui lo si maneggia, soprattutto se si deve lavorare con la polpa di questa solanacea. Meglio quindi indossare i guanti e, per i più delicati, una mascherina per proteggere il volto.

 

Noto anche come Black Congo, l’Habanero chocolate è in realtà originario della Giamaica, dove venne identificato, secondo alcuni, grazie ad una fiammeggiante scoperta fatta al mercato di Port Antonio. Esteticamente, la pianta affascina per i giochi di luce che si creano sulla buccia di questo peculiarissimo peperoncino, che anche a livello gustativo regala un carattere deciso e sorprendente a qualsiasi ricetta.

 

Botanica 

 

Benché la pianta raggiunga il metro d’altezza anche nel nostro Paese, i suoi frutti toccano in media i quattro-cinque centimetri di lunghezza e i due di larghezza, maturando più lentamente di altre varietà; il passaggio dalla fase acerba a quella matura avviene con la costante esposizione al sole (almeno 8-10 ore al giorno), in un clima che impedisca il raggiungimento di temperature più basse di 10°C, fatali per la pianta. L’apporto di acqua e sali minerali dev’essere correttamente regolato: evitare ristagni nella coltivazione in vaso e una presenza di azoto troppo elevata contribuiscono a mantenere in salute la pianta.

 

Ogni pianta riesce a produrre anche una cinquantina di frutti, che possono essere lavorati sia da freschi che da essiccati: le preparazioni ottenute, che siano dolci o salate, non sono indicate per i più piccoli ma per gli amanti del piccante più dedicati, pronti ad assaggiare confetture, dolci e salse da abbinare a qualche sfizioso primo piatto.

 

Qualche consiglio sull’essiccazione

 

Per essiccare l’Habanero chocolate, potete affidarvi ad un lento procedimento naturale, lasciando i vostri peperoncini raccolti all’apice della maturazione su un panno assorbente, tagliati a metà, ad essiccare al sole per il tempo necessario (opzione che va scelta, in genere, in presenza di un clima secco e con temperature superiori ai 24°C); per un risultato più veloce, è possibile realizzare in forno l’essiccazione, preferibilmente in ambiente ventilato (esempio: 12 ore a 50°, con la porta del forno leggermente aperta per consentire al vapore di uscire).

 

Attenzione alla formazione di muffe: è facile che crescano sugli Habaneros, a causa della maggiore percentuale d’acqua contenuta al loro interno.

 

Qualora vogliate far essiccare l’intero peperoncino, praticate dei tagli sulla superficie, per fare in modo che l’acqua evapori più facilmente con l’aumento della superficie di scambio con l’esterno; per evitare di controllarne l’essiccazione ruotandoli e rivolgendoli in modo diverso verso la luce solare, una soluzione spesso adottata al Sud Italia consiste nell’appenderli in scenografiche collane che faranno l’invidia dei vostri vicini di casa.
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